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Il numero che Schlein non conosce — e perché cambia tutto
I barbagianni non sono di destra, ovviamente, le piume richiedono inclusività e rispetto in un mondo popolato da umani. MA abbiamo un vantaggio anatomico, la conformazione del nostro cranio impedisce l’apposizione di spesse fette di salumi sugli occhi, cadono, e la testa girevole permette di vedere oltre i pochi centimetri dei paraocchi che sono molto diffusi all’interno del Camposanto.
I sondaggisti continuano a pubblicare tabelle ogni settimana: CDX al 44%, campo largo al 41%, distanza di tre punti, partita aperta, l’opinione del santone di turno, il mago Otelma dice che, nella frazione di piripippolo sono stati recuperati 0,00001 punti rispetto al CDX, il gatto mi ha svegliato per la pappa con la zampina sinistra PRESAGIO (continua) !!!!
Schlein ed i prosciuttati leggono quei numeri e vedono una rimonta possibile. Hanno ragione sui numeri. Hanno torto su tutto il resto.
Il problema non è (solo) il consenso. Il problema è la matematica di come quel consenso si converte in seggi, con una legge elettorale costruita apposta per non convertirlo. Anche perché sono troppo occupati a lucidare le lapidi sul Titanic per pensare al come riassestare l’aspetto politico interno per essere presentabili con un impresentabile.
Il numero sbagliato
Quando si parla di quanto il Camposanto deve recuperare, il calcolo istintivo è semplice: tre punti di distacco, qualche centinaio di migliaia di voti, ce la si fa con una buona campagna e facendo capire a quegli stolti degli astenuti che si risolverà tutto con un “ACCORDO PROGRAMMATICO” che sarà sicuramente rispettato al 110%.
Con i sondaggi attuali e un’affluenza stimata intorno al 60% per il 2027 (se scende la situazione peggiora: meno votanti significa meno voti assoluti in palio, ma la geografia del Senato non cambia — e quella è la parte che conta di più), i votanti saranno circa 28 milioni. La distanza in voti assoluti tra CDX e campo largo è nell’ordine dei 730-750mila voti. Per colmarla con un pareggio servono circa 364mila voti — metà del distacco, perché ogni voto recuperato riduce il gap di due.
Fin qui, il numero che circola. Non è sbagliato. Solo che non è quello da guardare
Lo Stabilicum cambia le regole mentre si gioca
La legge elettorale in discussione — il cosiddetto Stabilicum, testo depositato il 27 maggio 2026, iter in aula da giugno — non è un proporzionale puro, ma un proporzionale con un grosso buco coperto da giunchiglie nel bel mezzo del vecchio sentiero che portava al Sole dell’Avvenire.
La meccanica è questa: chi supera il 42% dei voti validi in entrambe le Camere ottiene un premio di governabilità — 70 seggi aggiuntivi alla Camera, 35 al Senato. Chi non lo supera, proporzionale puro. Nessun ballottaggio, nessun secondo turno. La soglia è secca.
Con i sondaggi di maggio 2026 il CDX — FdI più FI più Lega, senza Noi Moderati che è sotto la soglia del 3% — si trova al 43,6%. Sopra il 42%. Il Camposanto — PD più M5S più AVS — è al 41%. Sotto.
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Se il campo largo vuole togliere il premio al CDX — non solo pareggiare i voti, ma far scendere il CDX sotto il 42% — deve fare due cose simultaneamente: salire al 42% e far scendere il CDX sotto quella soglia.
In voti assoluti: 280mila per salire, 447mila per erodere il cuscinetto del CDX. Totale: 727mila voti da spostare in un unico ciclo elettorale.
E non si tratta solo di voti “trovati” tra gli astenuti che vedranno la luce con la colonna sonora base Rock an Roll, quelli valgono solo per il proprio campo. Si tratta in larga parte di voti sottratti al CDX, perché solo il travaso diretto produce il doppio effetto: CL sale, CDX scende. Ogni voto rubato vale due. Nella storia elettorale italiana recente, il massimo spostamento netto osservato in un singolo ciclo è nell’ordine dei 3 milioni lordi — ma quei travasi erano interni alle coalizioni, non tra schieramenti opposti. Il travaso diretto tra CDX e campo largo, senza un evento di rottura sistemica, non avrebbe precedenti di quella dimensione.
La Lombardia vale più della Campania
C’è poi il Senato. E qui la geometria diventa de profundis.
Lo Stabilicum prevede che il premio al Senato di 35 seggi venga distribuito su base regionale. Non vince chi prende più voti in Italia: vince chi domina le regioni dove ci sono più seggi.
La Lombardia ha 49 seggi al Senato, ed il CDX ha 18 punti di vantaggio. Da sola vale più di Campania e Emilia-Romagna messe insieme.
Il Camposanto è invece strutturalmente avanti in Campania, Emilia-Romagna, Toscana, Puglia — 88 seggi base. Le cinque regioni dove domina il CDX ne valgono 139. Il premio regionale amplifica esattamente questa asimmetria: i voti in eccesso del Camposanto nelle sue regioni forti non moltiplicano i seggi, quelli del CDX sì.
Il voto che non esiste
Schlein guarda i sondaggi e vede 41%, e non è un numero falso. È solamente quello completamente sbagliato da guardare, cosa volete mai che sia quando si ha la purezza ideologica certa e consolidata al 110%?
Riassumendo, per vincere è sufficiente:
- Rubare 280k voti al cdx
- Vincere in Lombardia (signori, per cortesia, contegno e dignità)
- Far tornare a votare votanti per la differenza, che debbono votare tutti però per il Camposanto.
Nessuna di queste cose è impossibile in astratto.
Tutte e tre insieme, nello stesso ciclo elettorale, senza un evento di rottura che modifichi radicalmente la percezione degli astenuti sulla qualità della proposta politica del Camposanto o la visione da rivoluzione industriale hanno ancor meno probabilità rispetto a quelle della famosa scimmia della divina commedia
I sondaggisti misurano le dichiarazioni di intento. La legge elettorale misura i voti dove contano. Sono due fotografie diverse dello stesso paese.
Schlein conosce la prima. La seconda è quella che decide chi governa

